Artiste e artisti

GISELLA CHAUDRY

| di Barbara Pavan |

Gisella Chaudry è nata a Palermo nel 1989 e vive a Torino da qualche anno. Crescere in un contesto familiare caratterizzato dalla fusione di due culture, quella pakistana paterna e quella siciliana materna, ha affinato in lei una profonda sensibilità verso le tematiche dell’identità e delle disparità sociali, elementi centrali nella sua ricerca artistica. La sua pratica è un’indagine sulla condizione umana, un tentativo di riconnettersi alle radici primordiali dell’esistenza attraverso un linguaggio visivo che esplora il rapporto tra individuo e cosmo.

PUNTO DI CONTATTO (D) 260x150x10 cm

L’artista adotta tecniche eterogenee, tra cui la combustione, il ricamo e l’installazione, strumenti attraverso i quali costruisce narrazioni sospese tra realtà e immaginazione, in cui la dimensione umana si confronta con il mistero dell’infinito e dell’imperscrutabile. La sua ricerca si fonda sulla riflessione concettuale del cambiamento e dell’impermanenza, concepiti come principi cardine delle relazioni umane e delle dinamiche esistenziali.

TRAIETTORIE 2022 carta, pastelli, china e plastifilm 33×24 cm

Quali sono le ragioni che ti hanno condotta a scegliere il ricamo, una tecnica apparentemente desueta, come medium espressivo?

Il ricamo è tradizione appartenente alla mia famiglia. Mio padre, di origine pakistana, ricamava abiti da sposa e ha continuato a praticare quest’ attività anche in Italia. Il ricamo è un linguaggio universale che si rinnova senza trascurare gli aspetti più intimi di una cultura. Lo intendo come atto di comunicazione tra passato e presente, tra identità e formazione e che riesce a legare storie distinte.

TRAIETTORIE 2023 cotone pietre e legno 120x150x2cm
TRAIETTORIE 2023 cotone pietre e legno 120x150x2cm

Dunque figlia di due culture ricchissime di storia e tradizioni: al di là della tecnica, come ha influenzato questo patrimonio famigliare il tuo essere artista e la tua ricerca?

Ciò che è sentito come arricchente in ambito culturale, a volte nel quotidiano è interpretato come diversità e può creare distanze sociali. La riflessione sui principi di multiculturalità, ha scaturito nella mia ricerca speculazioni sul divario tra classi sociali in cui il dominio tecnologico limita maggiormente un nuovo umanesimo. Questa constatazione, per me, è divenuta veicolo di riavvicinamento al primordiale, dove lo spazio del cosmo disegna mondi utopici.

CATARTICA 2018 ferro, stoffa e forza cinetica 430x250x240 cm coutesy Patrizia Pepe

Se ho ben capito, il ricamo vero e proprio arriva nelle tue opere al termine di una lunga fase di ideazione e progettazione. Mi racconti qual è la genesi dei tuoi lavori, quanto è complessa e articolata la fase preparatoria, quella che ‘non si vede’ nell’opera finita?

La serie “TRAIETTORIE” attraversa diverse fasi per la realizzazione. Inizia con il disegno, in cui la trasparenza di materiali sintetici e la stratificazione del colore si incontrano per dare origine a sagome che ricordano costellazioni. La gestualità del processo viene poi controllata e riorganizzata digitalmente, una transizione che vira il positivo in negativo e dove il bozzetto si trasforma in progetto. I file ottenuti, vengono poi inviati in Pakistan, dove gli artigiani di Islamabad completano lo svolgimento tramite il ricamo.

TRAIETTORIE 2023 carta, pastelli, china e plastifilm 33x24cm
TRAIETTORIE 2023 carta, pastelli, china e plastifilm 33x24cm

Nel passaggio tra il tuo progetto dell’opera e la sua realizzazione a ricamo affidata ad altre mani vi è un’impossibilità di controllo totale del risultato finale. Questa cifra di imprevedibilità è parte integrante del processo creativo e del significato intrinseco al lavoro stesso?

Questa collaborazione rende il processo aperto e mutabile, l’opera stessa diventa organismo che evolve in forme, attraverso diverse interpretazioni. Il significato originario viene mantenuto e decifrato dai ricamatori mediante la loro esperienza. Questo passaggio “a quattro mani”, ingloba nuovi segni e apre un dialogo costruttivo e di coesistenza su una superfice traforata da colori. 

CATARTICA 2018 ferro, stoffa e forza cinetica 430x250x240 cm

Che valore ha il lavoro delle e con le mani nella tua visione non solo artistica?

La manualità, nella pratica artistica è un valore fondamentale, rende il rapporto con la materia qualcosa di intimo e stimola a trovare soluzioni e compromessi per dare concretezza ad un concetto.

Al di là del significato letterale, cos’è una “cosmogonia” per te?

“Cosmogonia” è un continuo presente e oggi appare più freddo e confuso. È la dimensione totale dei significati, una regione metafisica in cui le energie trovano il loro equilibrio e si dipanano nel tempo e nel mistero.

Caos e ordine: come entrano questi due concetti nella tua ricerca e nella tua pratica artistica?

Caos e ordine sono due concetti che appartengono alla sperimentazione. Fanno parte di un andamento entropico che segue ritmi alternati tra teoria e pratica, scambi necessari per giungere all’elaborazione di un elemento autentico.

TRAIETTORIE 2023 cotone, legno, pietre e specchi 141×55 ph. Jessica Quadrelli

Il passaggio dall’opera bidimensionale alla tridimensionalità è entrare nella dimensione del non visibile e sperimentare l’utopia oppure è far entrare, inglobare il mondo reale che ti circonda in quella dimensione?

Bidimensione e tridimensione sono costanti che viaggiano nella stessa direzione e si compenetrano rendendo possibile la chiarificazione di altri mondi.

Indagare l’universo onirico ha a che fare più con la speculazione esistenziale o con la fuga da una realtà che senti appartenerti poco? Oppure è la ricerca di uno o più punti di contatto tra i molti universi?

Il sogno è l’archetipo che unisce l’uomo alle sue molte dimensioni, emerge nelle nostre esistenze tenendo vive caratteristiche primordiali. Più che alterità mi piace intenderlo come un messaggio di conoscenza di stadi più profondi e arcaici.

ASCOLTAMI. (residui di sole nell’atmosfera di mezzo) 2019 polistirene espanso con grafite e gesso dimensioni variabili ph. Jessica Quadrelli

Come entra la fisica quantistica nella tua ricerca e come ha condizionato la tua sperimentazione?

In questi casi le ricerche scientifiche analizzano le dimensioni dello spazio e del tempo. Trovo che ci sia un’assonanza con il mondo onirico in cui risulta naturale ammettere l’esistenza della contraddizione come fenomeno ineluttabile.

L’opera che più di ogni altra è parte di te?

Tutte lo sono in modo diverso.

Perché si fa arte? O, meglio, si è artista, si diventa artista o si fa l’artista?

I termini arte e artista definiscono solo dei modi di essere, di comunicare e di osservare.

Gisella Chaudry si è formata alla Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Palermo. Ha all’attivo numerose partecipazioni, tra cui le mostre personali recenti (2024) AD ASTRA, Maurizio Caldirola Arte Contemporanea, Monza, a cura di Paola Stroppiana); (2023)   CATARTICA, Hall della sede di Patrizia Pepe, Capalle, Firenze, a cura di Paolo Grassino and Rosanna Tempestini Frizzi; EQUINOZIO D’AUTUNNO. Museo d’Arte Contemporanea, Castello di Rivara, Torino; (2021) PUNTO DI CONTATTO, Raffaella De Chirico Arte Contemporanea, Milano. E mostre collettive tra cui (2024)  COSI’ LONTANO COSI’ VICINO, M45 Marco Bertoli Angelo Enrico, Milano, a cura di Marco Bertoli; GERMINALE, Monferrato Art Fest, Alfiano Natta, Alessandria, a cura di Francesca Canfora; BACK AND FORTH, Raffaella De Chirico Arte Contemporanea, Milano; ARTEAM CUP 2024, Palazzo del Commissario – Fortezza del Priamàr, Savona, a cura di Livia Savorelli e Matteo Galbiati; (2023) TENSIONI, Museo Nazionale di Matera, a cur adi Alessandro Demma, Annamaria Mauro; CROSSROAD, Galleria Umberto Benappi, Torino, a cura di Paola Stroppiana.