Artiste e artisti

INTRECCI DI ARTE E SCIENZA: IL PERCORSO ARTISTICO DI UNA TESSITRICE CONTEMPORANEA

| di Maria Rosaria Roseo |


Rachel (Meyers) Hefferan, artista originaria del Midwest suburbano degli Stati Uniti, si è laureata presso la University of Michigan e ha conseguito il suo MFA presso la School of the Art Institute di Chicago. Attualmente vive e lavora nel Michigan rurale occidentale.

Tessitrice, contadina, ambientalista e appassionata di fermentazione, Hefferan, usando il telaio come strumento metaforico a metà tra scienza e magia, crea arazzi, astrazioni intrecciate che rappresentano e celebrano la bellezza e la complessità della vita microbica e del suo processo di scomposizione e rinnovamento della materia. Muschi, licheni, funghi e muffe con le loro attività metaboliche di trasformazione e decostruzione, sono la principale fonte di ispirazione dell’artista che, grazie alla mediazione della tessitura crea un nuovo quadro di riferimento, trasformando il microscopico in macroscopico.

Earth Pellicle-detail, 2021. Handwoven Jacquard. Cotton, Hand Spun Wool, Mohair, & Mill Ends, 36.5 x 56, photo cr. Robert Antor, copyright Rachel Hefferan

Il percorso di Rachel M. Hefferan nell’arte tessile ha avuto inizio tra i corridoi dell’Università, in un contesto di apprendimento intenso e stimolante, dove l’incontro con le arti tessili è avvenuto tra l’altro, grazie anche ad un corso tenuto da Sherri Smith. Questo programma, che univa studenti di diversi livelli, si caratterizzava per un ambiente critico e concettualmente stimolante, portandola a scoprire e approfondire il linguaggio tessile come forma di espressione artistica. Inizialmente affascinata dalla serigrafia, ha successivamente sviluppato sculture all’uncinetto ispirate alle strutture cellulari e ai semi. Dopo la laurea, la sua ricerca ha subito un’evoluzione significativa, dopo aver attraversato una fase di incertezza artistica in cui, Hefferan ha iniziato ad esplorare la relazione tra tessitura e scultura all’uncinetto con un telaio a quattro imbracature. Attraverso un processo di tentativi ed errori, ha sviluppato lavori che combinavano elementi tessili e scultorei con forme organiche ispirate alla crescita cellulare e al decadimento. Il 2018 ha rappresentato una svolta nel suo percorso creativo con l’iscrizione a un master in Belle Arti alla School of the Art Institute of Chicago, dove ha potuto approfondire la ricerca sulla tessitura, sperimentando con telai digitali Jacquard e affinare ulteriormente la propria pratica.

Brettanomyces, 2018. Handwoven Jacquard. Cotton, Polyester Mill Ends, 41”x48”, photo cr. and copyright Rachel Hefferan
Brettanomyces II, 2019. Handwoven Jacquard. Cotton, Polyester, Wool, Rayon Mill Ends, 42” x 66”, photo cr. Olivia Alonso Gough, copyright Rachel Hefferan

L’interesse per i processi biologici ha giocato un ruolo fondamentale nella sua evoluzione artistica. Il suo lavoro si è per lungo tempo concentrato sulle forme che emergono a livello cellulare durante i processi di crescita e decadimento, ma più recentemente l’attenzione dell’artista si è spostata sulla fase successiva alla decomposizione, quel momento in cui i materiali vengono riciclati per generare nuova vita grazie all’azione dei funghi. L’incontro con il mondo della fermentazione ha ulteriormente arricchito questa ricerca, portandola a scoprire le potenzialità del lievito selvatico e rivelandole sorprendenti analogie tra le comunità microbiche e i tessuti. Alcune pellicole di fermentazione, osservate da vicino, le sono apparse come veri e propri drappi stropicciati, spingendola a documentarle attraverso la fotografia per poi tradurle in tessitura ed esplorare le trasformazioni della materia.

Nel 2018 nasce Local Cultures , un progetto in evoluzione che rappresenta un diario visivo dei colori e dei materiali organici con cui entra in contatto. Il lavoro nasce come un’esplorazione dei coloranti naturali ottenuti dagli scarti della cucina e dai materiali raccolti nei boschi del Michigan, portandola a sperimentare con fibre tinte attraverso elementi come l’acqua di fagioli secchi, funghi selvatici e altre sostanze naturali. Negli anni, il progetto si è arricchito di elementi sempre più personali, inclusi filati ottenuti dalla lana delle sue pecore e fibre vegetali coltivate nel suo orto. La mostra here, within. | woven worlds, tenutasi al Saugatuck Center for the Arts nel 2022, ha rappresentato un momento chiave per questa ricerca, segnando una nuova fase di sperimentazione attraverso l’inserimento di materiali e tecniche inedite.

Local Cultures, 2018. Handwoven, Crochet. Wool, Jute, natural Dyes, salvaged Copper wire, 51” x 70” x 10” (size variable), ph. credit Jenny Rafalson, copyright Rachel Hefferan
Local Cultures-detail,2018. Handwoven, Crochet. Wool, Jute, natural Dyes, salvaged Copper wire, 51” x 70” x 10” (size variable) ph. credit Jenny Rafalson, copyright Rachel Hefferan


Un altro elemento distintivo del suo lavoro è l’uso di titoli ispirati alla chimica, scelti come riferimento diretto alle specie microbiche che ispirano le sue opere e, al tempo stesso, come un parallelo con il linguaggio della tessitura. Così come la chimica utilizza sequenze di lettere per descrivere strutture complesse, la tessitura si esprime attraverso schemi e bozzetti codificati. Questo approccio riflette anche un omaggio personale al marito, Nick, scienziato e costante fonte di confronto nel suo percorso artistico.

Pichia, 2019. Handwoven Jacquard. Cotton, Polyester, Cotton & Wool Mill Ends, 65” x 80”, ph.credit Jenny Rafalson, copyright Rachel Hefferan
Pichia-polypeptide chain title

Il processo creativo di Rachel è caratterizzato da un’intensa immersione nella ricerca visiva e materica. Il suo metodo di lavoro prevede l’assorbimento continuo di immagini, idee e pensieri, spesso annotati senza essere riletti, e ogni progetto prende forma a partire da un’immagine che può derivare da una fotografia, un disegno o un’ispirazione scientifica. Nel suo studio, situato in un fienile ristrutturato, la routine giornaliera si alterna tra fasi di progettazione e realizzazione, accompagnate dall’ascolto di audiolibri che fanno da sottofondo alle lunghe ore di tessitura. Ogni opera nasce con un’ipotesi da esplorare, con il telaio che diventa strumento di ricerca attraverso il quale sperimentare l’incontro tra trama e ordito, pattern e variazioni cromatiche.

Guardando al futuro, Hefferan coltiva il sogno di creare un’opera interamente composta da fibre provenienti dai propri animali. L’allevamento di pecore e capre rappresenta per lei una risorsa fondamentale e la possibilità di lavorare con materiali autoprodotti costituisce un obiettivo significativo. Attualmente utilizza spesso filati di seconda mano per ridurre gli sprechi, ma la realizzazione di un pezzo tessile interamente ottenuto da fibre raccolte, filate e tessuti con le proprie mani rimane un traguardo speciale. Il suo percorso, profondamente radicato nella connessione tra arte, scienza e natura, continua ad evolversi, tracciando una sperimentazione senza confini che intreccia fili, materia e concetti in armonia con il ciclo stesso della vita.

Honeycom2019. Handwoven Jacquard. Cotton, Polyester Mill Ends, 83” x 41”, photo cr. Olivia Alonso Gough, copyright Rachel Hefferan
Saccharomyces, 2020. Handwoven Jacquard. Cotton, Polyester, Cotton & Wool Mill Ends, 83” x 16′ 8”, photo cr. Robert Antor, copyright Rachel Hefferan