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MARION BARUCH – UN PASSO AVANTI TANTI DIETRO

Il Museo Novecento di Firenze presenta “Un passo avanti tanti dietro”, la più ampia retrospettiva in Italia dedicata a Marion Baruch, artista cosmopolita e instancabile sperimentatrice. La mostra, a cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli, sarà visitabile dal 15 marzo all’8 giugno 2025 e si estende anche agli spazi della Manifattura Tabacchi e di Polimoda, realtà che hanno collaborato attivamente alla realizzazione del progetto. Il percorso espositivo offre una panoramica approfondita sulla ricerca e sul percorso dell’artista, mettendo in evidenza la coerenza e la versatilità della sua ricerca.

Marion Baruch, Un passo avanti tanti dietro (2025), Museo Novecento Ph. Leonardo Morfini

Fervente sostenitrice di un’autorialità priva di vincoli, nel corso della sua lunga carriera, Baruch ha esplorato con disinvoltura differenti media, materiali e discipline, dalle arti visive alla moda e al design. Ha così sviluppato un approccio del tutto personale al formalismo, creando un linguaggio espressivo che si concretizza in sculture, dipinti, installazioni, oggetti e immagini molto evocative e mai scontate. Le sue opere evidenziano l’influenza di movimenti e correnti che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea degli ultimi decenni – dall’Arte Concettuale al Minimalismo, dalla Critica Istituzionale all’Arte Relazionale – eppure difendono un’indiscutibile autonomia.

In tanti anni, oltre sessanta, Baruch non ha mai smesso di interrogarsi sul significato della creazione artistica e sul suo posizionamento all’interno della società sviluppando un’estetica formalmente molto definita, asciutta e concreta allo stesso tempo, nonché densa di riflessioni legate alla realtà e alla dimensione politica e sociale dell’arte.

Marion Baruch, Un passo avanti tanti dietro (2025), Museo Novecento Ph. Leonardo Morfini

La mostra al Museo Novecento consente di ripercorrere in maniera non lineare la sua intensa attività, segnata da continui cambiamenti di rotta e nuove avventure. La disposizione delle opere non segue un ordine strettamente cronologico ma evidenzia la presenza di alcune riflessioni costanti, come quelle attorno al linguaggio, al lavoro, alla migrazione, al femminismo, al patriarcato, alla società dei consumi e a internet. Il percorso espositivo consente di esplorare dai primi lavori di metà degli anni Sessanta, passando per le sculture performative e le opere realizzate con designer come AG Fronzoni e Dino Gavina, la collaborazione con la Galleria Luciano Inga Pin di Milano, la nascita di NAME DIFFUSION negli anni Novanta, il periodo parigino con le opere relazionali e partecipative realizzate in collettivo, e, infine, i lavori in tessuto prodotti dopo il Duemila, con il suo ritorno in Italia a Gallarate, per i quali è ampiamente riconosciuta a livello internazionale.

Marion Baruch, Un passo avanti tanti dietro (2025), Museo Novecento Ph. Leonardo Morfini

Il titolo dell’esposizione, Un passo avanti tanti dietro, prende ispirazione da un’opera in tessuto di recente produzione e rende omaggio all’attitudine dinamica, ricettiva e perseverante di questa artista, sempre connessa al tempo presente ma proiettata verso il futuro.

Marion Baruch è nata a Timișoara nel 1929 da una famiglia di origine ungherese. Dopo un primo periodo di studi presso l’Accademia di Belle Arti di Bucarest, si trasferisce in Israele, dove frequenta la Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme. Qui segue i corsi del pittore e artista Bauhaus Mordecai Ardon, affinando il proprio linguaggio espressivo. Nel 1953 tiene la sua prima mostra al Micra Studio di Tel Aviv, ottenendo una borsa di studio che le permette di trasferirsi in Italia. Dal 1955 prosegue la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove inizia a elaborare una visione dell’arte aperta al dialogo tra diverse discipline.

Marion Baruch, Un passo avanti tanti dietro (2025), Museo Novecento Ph. Leonardo Morfini

A partire dagli anni Sessanta, la sua pratica si sviluppa all’intersezione tra arte e design. Collabora con figure di spicco come AG Fronzoni e Dino Gavina, partecipando alla creazione di oggetti di design radicale come Ron Ron e Lorenz, parte della serie Ultramobile. Negli anni ’90 fonda NAME DIFFUSION, un collettivo artistico attraverso il quale realizza installazioni e progetti partecipativi che esplorano tematiche legate all’identità, alla comunicazione e alla relazione tra individuo e collettività.

Dal 1993 Baruch si divide tra l’Italia e Parigi, dove dal 1998 al 2010 si stabilisce definitivamente, collaborando con numerosi gruppi e collettivi per la realizzazione di opere che affrontano questioni sociali e politiche come il femminismo, la migrazione e l’impatto delle nuove tecnologie. Tra i suoi progetti più significativi di questo periodo figurano “L’autre Nom” (1994), “Code your soul” (1996) e “Tapis volant” (dal 2005 a oggi). Dal 2011 l’artista è tornata a vivere e lavorare a Gallarate, proseguendo la sua ricerca sul rapporto tra arte e società attraverso l’uso di materiali tessili di recupero. Queste sculture in tessuto instaurano un dialogo tra spazio e memoria, riflettendo sui concetti di corpo, produzione e consumo.

Le opere di Marion Baruch sono esposte in prestigiose istituzioni internazionali, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il Kunstmuseum Luzern, il Museo Nazionale d’Arte Contemporanea di Bucarest, il Mamco di Ginevra, la Triennale di Milano e il Museion di Bolzano. Il percorso espositivo della mostra al Museo Novecento non segue un ordine cronologico, ma evidenzia le costanti della sua ricerca artistica, proponendo un viaggio tra le sue prime opere degli anni Sessanta, le collaborazioni con il mondo del design, i progetti collettivi degli anni Novanta e le più recenti installazioni in tessuto.

Marion Baruch, Un passo avanti tanti dietro (2025), Museo Novecento Ph. Leonardo Morfini

In questa retrospettiva, particolare attenzione è riservata al dialogo tra le opere storiche e le più recenti installazioni tessili, nelle quali l’artista continua a indagare la relazione tra arte e industria, trasformando materiali di scarto in forme poetiche e cariche di memoria. La capacità di reinventare il linguaggio artistico e il continuo confronto con le dinamiche del presente fanno di Marion Baruch una delle voci più significative della scena contemporanea.

Il titolo della mostra, “Un passo avanti tanti dietro”, è tratto da un’opera tessile di recente produzione e sintetizza l’attitudine di Marion Baruch a muoversi tra passato e futuro, interrogandosi sulle trasformazioni della società e della cultura contemporanea. Il progetto espositivo intende restituire la complessità e la profondità del suo lavoro, offrendo ai visitatori un’occasione unica per conoscere una delle voci più originali dell’arte contemporanea.

Museo Novecento, Piazza di Santa Maria Novella, 10 a Firenze (info: www.museonovecento.it). Orario:
Lun – Mar – Mer – Ven – Sab – Dom | 11:00 – 20:00. Manifattura Tabacchi orario: Mercoledì – Venerdì | 15:00 – 20:00 e Sabato e Domenica | 12:00 – 20:00 – Chiuso 20, 21, 25 aprile