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SPINNING DOLLS DI LILANE LIJN AL MUSEO DELLA CANAPA

Al Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco (Perugia) IT è visitabile l’installazione permanente “Spinning dolls” di Liliane Lijn, realizzata dall’artista ispirata dall’attività di questo piccolo ma attivissimo museo che oltre a custodire la memoria storica dell’intero ciclo produttivo, dalla coltivazione alla produzione all’uso di questa fibra nel corso dei secoli, è impegnato in molte attività di ricerca e promozione del suo utilizzo contemporaneo in diversi ambiti. L’opera, che è entrata a far parte stabilmente del percorso museale dal 2016, è frutto di un lavoro artigianale ‘a più mani’: le parti all’uncinetto, infatti, sono state create nel laboratorio di tessitura del Museo, mentre i tessuti sono stati realizzati dai detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto.

Liliane Lijn, Spinning dolls, 2016. Tessuto in canapa, filo di canapa lavorato all’uncinetto. Ogni elemento è dotato di motore trifase e regolatore di velocità

“Spinning dolls” è un titolo che gioca con le parole spinning che in inglese è sì un riferimento alla filatura e dunque un richiamo alla sede che la ospita, ma significa anche girare su se stessi, e ancora inventare delle storie. Un’opera dunque dove l’archetipo femminile diventa metafora di una molteplicità di significati e dove la stratificazione è occasione per una ricchezza e varietà di punti di vista in cui la riflessione è necessariamente sempre in fieri, sempre in movimento. Movimento che, insieme alla forma conica, è tema e forma ricorrente nella ricerca e nel percorso dell’artista.

Liliane Lijn, Spinning dolls, 2016. Tessuto in canapa, filo di canapa lavorato all’uncinetto.
Ogni elemento è dotato di motore trifase e regolatore di velocità

In quest’opera, la forza centrifuga prodotta dalla rotazione solleva ritmicamente i tessuti trasformando le “Spinning dolls” in vesti di dervisci, libere dal corpo, abbandonate al vorticoso fluttuare della danza, ma evocando anche fusi che filano, le Parche che tengono i fili del destino degli uomini, la spirale delle galassie. E mentre la rotazione accelera progressivamente, i tessuti si gonfiano in onde e, raggiunta la massima velocità, si librano nell’aria e assumono le forme che la nostra immaginazione attribuisce loro.

Liliane Lijn è nata a New York e vive a Londra. Il suo lavoro ha interessato ampi ambiti, dall’interazione della luce con i diversi materiali fino all’indagine intorno al femminile, utilizzando diversi media – scultura cinetica, film, performance, collage.

Liliane Lijn, Spinning dolls, 2016. Tessuto in canapa, filo di canapa lavorato all’uncinetto.
Ogni elemento è dotato di motore trifase e regolatore di velocità

La sua ricerca trae ispirazione dalla natura quanto dalla cultura – poesia, mitologia, scienza, tecnologia. Si è a lungo interessata allo sviluppo del linguaggio ed all’interdisciplinarità, creando un’arte interattiva in cui lo spettatore è invitato a partecipare attivamente.

Dagli anni Sessanta partecipa ad esposizioni internazionali e le sue opere sono esposte in numerose collezioni, tra le quali la Tate Gallery, il British Museum, il Victoria & Albert di Londra e la FNAC di Parigi. Nel 2005 è stata artista in residenza allo Space Sciences Laboratory, promosso da ACE/NASA, alla University of California, Berkeley. Nel 2013, Lijn è stata una dei sei artisti selezionati per realizzare una scultura per il Fourth Plint di Trafalgar Square a Londra.