
THE SACRED PLACE
Aorta Social Art Gallery (Corso Italia 146) di Pisa, IT, presenta The Sacred Place, una mostra personale di Chiara Giannini Mannarà, curata da Nadzeya Naurotskaya. Il progetto espositivo si propone come un’esperienza immersiva e multisensoriale che interseca media tradizionali, realtà virtuale e disegno mentale digitale, esplorando in profondità le dimensioni della memoria, del mito e del rituale.
Al centro della ricerca dell’artista vi è la sacralità intesa come spazio esperienziale, un luogo di connessione tra individuale e collettivo in cui le narrazioni arcaiche si innestano nel linguaggio dell’arte contemporanea. Attraverso la pittura, l’arte tessile, l’assemblaggio multimediale e le sperimentazioni digitali, Giannini Mannarà costruisce un dialogo fluido tra il tangibile e il virtuale, articolando una poetica visiva che trascende la mera rappresentazione per tradursi in esperienza. Il pubblico è chiamato a un’immersione sensoriale e simbolica, in cui la dimensione narrativa si intreccia a un profondo impatto emotivo e contemplativo.

L’artista attinge a un repertorio iconografico denso di stratificazioni culturali e personali, elaborando un vocabolario simbolico che trova espressione in materiali e tecniche eterogenee. Pigmenti, tessuti, fili, velli, carta e tela si combinano in composizioni evocative, dando vita a un immaginario in cui elementi archetipici – il filo, il vaso, il serpente, la pelliccia, l’acqua, le gemelle, lo scheletro, il bucranio – si caricano di significati rituali e trasformativi. Vita, morte, nascita, maternità e mutamento emergono come nuclei tematici ricorrenti, in una ricerca che interroga il confine tra corporeità e trascendenza.

Elemento distintivo della mostra è l’integrazione di esperienze immersive in realtà virtuale e disegno mentale digitale, che amplificano la portata meditativa e partecipativa del progetto. Queste dimensioni non si configurano come meri strumenti tecnologici, ma come veri e propri territori simbolici, in cui lo spettatore è chiamato a superare il ruolo di osservatore per diventare parte attiva di un processo di trasformazione interiore. L’opera si dilata così in uno spazio di riflessione e rinnovamento, dove memoria e mito si fondono in una dimensione sospesa tra visione e realtà.


The Sacred Place si propone come un’indagine sulla relazione tra passato e futuro, tradizione e innovazione, materia e immaterialità, ridefinendo il ruolo dell’arte contemporanea nella costruzione di nuovi spazi sacri, sia individuali che collettivi.
La mostra sarà visitabile fino al 9 aprile 2025, tutti i giorni, ore 12:00-20:00.

